Mi scuso per l'assenza, causa esami + carenza di ispirazione. Cercherò di rimediare con un post riassuntivo di tutto ciò che mi ha colpito musicalmente (e non) nelle scorse settimane:
1. Il nuovo video di Rihanna è assolutamente pazzesco, complimenti a chiunque abbia partecipato al progetto. Check it out:
2. Hold It Against Me di Britney Spears rimane una canzone fondamentalmente inutile.
3. Il nuovo album di Adele è una meraviglia assoluta, ed è effettivamente il mio album preferito del 2011 (ok, è passato appena un mese dall'inizio dell'anno, ma è per rendere l'idea). Cliccate qui per ottenerlo, non ve ne pentirete.
4. Vorrei evitare di parlare di politica, mi limito a postare questo capolavoro di video che ben riassume il tutto. Io rido per non piangere:
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giovedì 3 febbraio 2011
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martedì 2 novembre 2010
martedì 21 settembre 2010
La crociata di Lady GaGa contro il "Don't ask, don't tell"
E' iniziato tutto la sera del 12 Settembre ai Video Music Awards del 2010, quando Stefani Joanne Angelina Germanotta, in arte Lady GaGa, oltre a fare razzia di premi (7 per Bad Romance e uno per Telephone), ha indossato uno shockante vestito di carne. Offensivo? Inopportuno? Poraccio?
Il giudizio sul vestito (GENIALE) direi che è assolutamente subordinato alla causa per la quale è stato creato, ovvero l'annullamento dell'assurdo don't ask, don't tell, regola per la quale i soldati gay e lesbiche americane non possono fare coming out, pena l'espulsione. Così ne parla GaGa da Ellen DeGeneres:
"Se non difendiamo ciò in cui crediamo e non lottiamo subito per i nostri diritti, avremo presto tanti diritti quanta ne ha la carne sulle nostre ossa. E io non sono un pezzo di carne".
Potrebbe sembrare una spiegazione data tanto per evitare di offendere qualcuno con quel discutibile vestito, ma come al solito Stefani non scherzava: poco dopo è uscito su youtube questo video in cui Stefani fa appello ai politici americani per eliminare il DADT; ricevendo perfino una risposta dal presidente democratico al Senato Harry Reid, il quale ha appoggiato la campagna della cantante (Fonte: Corriere della Sera).
Non è tutto: ieri GaGa ha tenuto un discorso di quasi 20 minuti davanti a 2000 persone in una manifestazione GLBT, col preciso scopo di protestare contro il don't ask, don't tell. Con una rinnovata sobrietà, e al grido di if you don't like it, go home, un'appassionata Stefani ha dato prova di essere ben altro che il più grande fenomeno pop degli ultimi dieci anni: lei (so che è difficile da credere) è prima di tutto una persona, non solo una popstar, non solo un pezzo di carne.
Congratulazioni, speriamo che questa campagna porti i suoi frutti.
edit: ho aggiunto l'abilitazione a postare commenti anonimi, per cui chi prima non riusciva a commentare, ora potrà farlo!
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